Ristrutturazione aziendale e turnaround d’impresa

La ristrutturazione aziendale rimette in equilibrio un’impresa che ha ancora un mercato ma non più i margini o la cassa per reggerlo: si interviene sul modello industriale, sull’organizzazione e sul debito, in quest’ordine. Alma Next affianca l’imprenditore dalla diagnosi al ritorno alla normalità, accanto ai suoi consulenti legali e fiscali.

In breve

Cosa facciamo

Diagnosi, piano di risanamento, riorganizzazione, rinegoziazione del debito, esecuzione

Per chi

Imprese con un mercato ma con margini o cassa in tensione, e gruppi che devono riorganizzarsi

Dove

Da Monaco, su imprese in Italia, Francia e Principato

Tempi

La diagnosi è questione di settimane, il piano e la sua esecuzione di trimestri: sono i primi mesi a decidere il resto

Riservatezza

Nessun nome circola senza il vostro accordo scritto

Quando serve una ristrutturazione

Il margine si è assottigliato

Il fatturato tiene, l’utile no. I prezzi non hanno seguito i costi, il mix è cambiato, qualche contratto lavora in perdita senza che si veda a bilancio. Si parte dal conto economico per linea di attività, perché è lì che il valore si perde, non nel totale.

La cassa detta l’agenda

Le scadenze decidono le priorità, gli affidamenti sono tirati, qualche fornitore chiede garanzie. Prima si mette in sicurezza il circolante, poi si torna a parlare con le banche: il debito si rinegozia con un piano credibile in mano, non con una richiesta di tempo.

Un ramo non tiene il passo

Una divisione, uno stabilimento o un mercato pesano sul resto dell’impresa. Si valuta se rilanciarlo, fermarlo o cederlo: la cessione di un ramo d’azienda non è una sconfitta, spesso è ciò che finanzia il rilancio di quello che resta.

Come interveniamo

Cinque fasi, nell’ordine in cui contano. Si cambia il modo di lavorare prima di chiedere qualcosa alle banche: un piano industriale che sta in piedi è l’unico argomento che i creditori ascoltano.

01

Diagnosi

Bilanci, marginalità per linea e per cliente, circolante, contratti, organizzazione. In poche settimane si capisce se il problema è industriale, organizzativo o finanziario, e quanto tempo c’è davvero prima che le scelte diventino obbligate.

02

Il piano

Un piano industriale con numeri, tempi e un responsabile per ogni azione, non un documento di intenzioni. Dentro ci stanno il perimetro da tenere, le azioni sui costi e sui prezzi, il fabbisogno di cassa mese per mese e le ipotesi che lo reggono.

03

Il confronto con banche e creditori

Portiamo il piano a chi ha finanziato l’impresa e prepariamo l’imprenditore a quel tavolo: cosa chiedere, in che ordine, con quali garanzie. Gli aspetti giuridici e le eventuali procedure restano ai vostri legali e commercialisti, con cui lavoriamo fianco a fianco.

04

Esecuzione

Un piano vale quanto la sua esecuzione. Restiamo accanto alla direzione nei mesi in cui le decisioni si prendono davvero, con un controllo di gestione leggero che dice ogni mese se la traiettoria è quella prevista e dove si sta scostando.

05

L’uscita

Una ristrutturazione finisce quando l’impresa torna a decidere invece di reagire. Da lì si apre una scelta: continuare da soli, far entrare un socio che finanzi il passo successivo o cedere, a un valore che prima non esisteva.

Le leve di una ristrutturazione

Le leve sono quattro e si muovono quasi sempre in quest’ordine. Chi parte dal debito senza aver sistemato il modello industriale compra tempo e lo restituisce con gli interessi, perché il problema si ripresenta identico al piano successivo.

LevaSu cosa agisceQuando la usiamo
IndustrialeMix di prodotto, prezzi, capacità produttiva, acquisti, clienti in perditaQuando il problema è nel conto economico, prima ancora che nel debito
OrganizzativaRuoli e deleghe, persone chiave, controllo di gestione, qualità e tempi dei datiQuando tutto passa dall’imprenditore e i numeri arrivano troppo tardi per decidere
FinanziariaDurata e condizioni del debito, garanzie, equilibrio del circolanteQuando il piano industriale regge ma i tempi del debito no
StraordinariaIl perimetro: cessione di un ramo d’azienda, dismissione di asset, ingresso di un socioQuando una parte vale più fuori che dentro, o serve capitale nuovo per ripartire

Nessuna delle quattro funziona da sola. Il lavoro dell’advisor è stabilire l’ordine, tenere insieme le persone che devono applicarlo e dire all’imprenditore quando una leva è già stata tirata fino in fondo. Se volete capire cosa cambia per il valore dell’impresa, la valutazione è spiegata nella pagina sulla consulenza M&A.

Non serve una crisi per riorganizzare

Una parte del nostro lavoro riguarda imprese che stanno bene e vogliono restare così. È consulenza strategica, non risanamento: si interviene mentre ci sono ancora margine e tempo per scegliere.

Una crescita da governare

Un salto di volumi, un mercato nuovo o un’acquisizione appena chiusa mettono sotto pressione una struttura nata per un’impresa più piccola. Si rivedono organizzazione, processi commerciali e strumenti di controllo prima che la tensione diventi un numero a bilancio.

Un perimetro da semplificare

Più società, più marchi, più sedi nate in momenti diversi e per ragioni che oggi non valgono più. Si guarda il gruppo come lo guarderebbe un compratore e si decide cosa tenere, cosa unire e cosa lasciare andare.

Uno sviluppo commerciale fermo

Quando la crescita organica si è arenata: portafoglio clienti, politica di prezzo, rete di vendita, partnership e gare. È il mestiere che il nostro fondatore ha fatto per vent’anni dentro le imprese, con la responsabilità del margine, prima di farlo accanto a loro.

Domande frequenti

Che differenza c’è tra ristrutturazione e turnaround?

Nella pratica indicano lo stesso percorso visto da due angoli. Ristrutturazione descrive gli interventi: costi, organizzazione, perimetro, debito. Turnaround descrive il risultato atteso, cioè l’inversione della curva. Un’impresa può essere ristrutturata senza essere risanata, se si tagliano costi senza rimettere a posto il modo in cui guadagna.

Come si capisce se è una crisi o solo un problema di margine?

Guardando la cassa, non l’utile. Un problema di margine si vede nel conto economico e lascia tempo per rimediare. Una crisi si vede quando il fabbisogno di cassa dei mesi successivi non è coperto dalle linee disponibili: da quel momento il tempo diventa la variabile che comanda, e le opzioni si riducono ogni settimana.

Si può rinegoziare il debito senza passare da una procedura?

Spesso sì, se ci si muove presto e con un piano documentato. Le banche valutano la credibilità del piano industriale e la qualità dei dati che ricevono, non la buona volontà. Quando invece serve uno strumento previsto dalla legge, sono i vostri legali e commercialisti a condurlo: noi prepariamo i numeri e il piano su cui quello strumento si regge.

Quanto dura una ristrutturazione?

La diagnosi richiede settimane, il piano qualche settimana ancora, l’esecuzione trimestri. Quello che cambia i tempi non è la dimensione dell’impresa ma il momento in cui si chiede aiuto: chi arriva quando la cassa è già finita ha meno strade e le paga tutte di più.

Chi decide, l’imprenditore o l’advisor?

L’imprenditore, sempre. Il nostro ruolo è mettergli davanti scenari confrontabili, dire cosa comporta ciascuno e tenere il processo in ordine. Non prendiamo deleghe di gestione e non firmiamo al posto vostro: se una scelta non la condividete, il nostro compito è spiegarla meglio, non imporla.

Conviene ristrutturare prima di vendere?

Quasi sempre. Un’impresa in tensione si cede male: il compratore sconta il rischio due volte, in trattativa e nelle garanzie. Rimettere in ordine margini, contratti e dipendenza dall’imprenditore nei mesi che precedono l’operazione è il lavoro che incide di più sul prezzo, e si vede nella consulenza M&A.

Vi occupate anche degli aspetti legali e fiscali?

No, e lo diciamo prima di iniziare. Alma Next svolge studi, analisi e accompagnamento di operazioni: non esercita attività riservate a professioni regolamentate né attività finanziarie soggette ad autorizzazione. Lavoriamo insieme ai professionisti che già seguono l’impresa, o vi aiutiamo a sceglierli.

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