Passaggio generazionale dell’azienda e apertura del capitale
Il passaggio generazionale decide chi guiderà l’azienda e chi ne sarà proprietario: due domande che non hanno sempre la stessa risposta. Alma Next aiuta la famiglia a costruire scenari confrontabili, dalla continuità in famiglia all’ingresso di un partner fino alla cessione, e accompagna la strada scelta fino in fondo.
In breve
Cosa facciamo
Scenari a confronto, valutazione, strutturazione dell’operazione, ricerca del partner, accompagnamento
Per chi
Famiglie imprenditoriali, soci e amministratori che devono decidere il futuro dell’impresa
Dove
Da Monaco, su imprese in Italia, Francia e Principato
Tempi
Si prepara con anni di anticipo e si esegue in mesi: è la decisione che sopporta meno la fretta
Riservatezza
Nessun nome circola senza il vostro accordo scritto
In che situazione vi trovate
I figli ci sono, ma non tutti
Uno lavora in azienda, un altro ha scelto un’altra strada, un terzo entrerebbe solo come socio. Il nodo non è il valore delle quote: è separare chi guida da chi possiede, e scriverlo prima che la questione arrivi al tavolo di una successione.
In famiglia non c’è chi prende il posto
Nessuno vuole o può guidare l’impresa dopo di voi. Restano tre strade reali: affidarla a un management esterno tenendo la proprietà, farla crescere dentro un gruppo, oppure cederla. Vanno confrontate con gli stessi numeri davanti, non una alla volta.
La famiglia resta, ma serve capitale
Il ricambio è avviato e la generazione che entra ha un piano più ambizioso di quello che la cassa consente. Aprire il capitale a un socio industriale o finanziario finanzia il salto e, quando serve, liquida chi esce senza svuotare l’impresa.
Come accompagniamo una famiglia
Cinque fasi. Le prime due sembrano le più lente e sono quelle che evitano gli errori costosi: un passaggio generazionale si rompe quasi sempre su qualcosa che nessuno aveva detto ad alta voce.
01
Ascoltare, uno per uno
Parliamo separatamente con chi ha una parte in questa storia: chi guida, chi lavora in azienda, chi possiede quote e non ci entra mai. Le aspettative dette a quattr’occhi sono diverse da quelle dette a tavola, e il piano deve reggere le prime.
02
Quanto vale, e quanto serve
Due numeri, non uno: il valore dell’impresa e il fabbisogno della famiglia, cioè quanto deve uscire dall’operazione per liquidare chi esce e garantire chi resta. Quando i due non si incontrano, è lì che nascono le soluzioni creative da evitare.
03
Gli scenari a confronto
Mettiamo sul tavolo le strade possibili con gli stessi criteri: cosa cambia per la guida dell’impresa, per il patrimonio della famiglia, per le persone che ci lavorano e per i tempi. La scelta resta vostra, ma smette di essere una scelta al buio.
04
Strutturare e cercare l’interlocutore
Definito lo scenario, si costruisce l’operazione: perimetro, tempi, condizioni, governance del dopo. Se serve un socio o un compratore, lo cerchiamo e lo qualifichiamo noi, con contatti anonimi finché non decidete voi chi entra nel processo.
05
Il primo anno dopo
La firma non chiude niente. Restano i ruoli da assestare, le deleghe da spostare davvero, i clienti storici da rassicurare e le persone chiave da trattenere. È la fase in cui un passaggio riuscito si distingue da uno solo annunciato.
Le strade possibili
Non esiste la soluzione giusta in assoluto: esiste quella che regge le aspettative di chi resta e di chi esce. Queste sono le cinque strade che vediamo più spesso, e quasi nessuna famiglia arriva da noi avendole confrontate tutte.
| Strada | Cosa comporta | Quando ha senso |
|---|---|---|
| Continuità in famiglia | La guida passa a chi è già dentro e la proprietà si riordina fra i rami familiari | Quando c’è chi vuole e chi può, e la famiglia accetta di distinguere il ruolo dalla quota |
| Guida esterna, proprietà in famiglia | Entra un amministratore delegato o un direttore generale non familiare, la famiglia resta socia | Quando la proprietà vuole restare ma nessuno in famiglia vuole gestire |
| Apertura del capitale | Un socio industriale o finanziario entra con una quota, spesso di minoranza, con regole scritte | Quando servono capitale e competenze per un salto che da soli non si fa |
| Cessione totale | L’impresa passa a un gruppo o a un investitore, di solito con un periodo di accompagnamento | Quando non c’è continuità e il valore è al punto migliore che avrà |
| Liquidazione dei rami uscenti | Chi resta riacquista le quote di chi esce, con risorse proprie o con debito | Quando la divergenza è tra i soci, non sul futuro dell’impresa |
Gli strumenti giuridici e fiscali che danno forma a queste strade, dal patto di famiglia alla holding che raccoglie le quote, li predispongono il notaio e i vostri consulenti. Il nostro lavoro viene prima e resta accanto: capire cosa volete davvero ottenere, quanto vale l’impresa e chi può essere l’interlocutore giusto. Il metodo di valutazione è lo stesso che usiamo in una cessione.
Domande frequenti
Quando si comincia a preparare un passaggio generazionale?
Molto prima di quando si pensa. Le scelte che contano, separare la guida dalla proprietà, rendere l’impresa meno dipendente da una persona, far crescere chi subentra, richiedono anni per dare effetto. Chi comincia quando la questione è già aperta sceglie tra meno opzioni, e in genere le meno convenienti.
Che differenza c’è tra passaggio generazionale e cessione dell’azienda?
La cessione è una delle possibili conclusioni del passaggio generazionale, non il suo contrario. Il passaggio generazionale è la domanda: chi guiderà e chi possiederà l’impresa nei prossimi vent’anni. Se la risposta non sta dentro la famiglia, allora si valuta una cessione, ma la si valuta partendo dagli obiettivi della famiglia e non dall’operazione.
Serve una holding di famiglia?
A volte aiuta, a volte complica. Una holding che raccoglie le quote può semplificare la governance e tenere unita la proprietà, ma non risolve un disaccordo tra soci: lo formalizza. Vale la pena valutarla quando la strategia è già chiara, e va impostata con il notaio e i vostri consulenti fiscali, non prima di aver deciso cosa volete che succeda all’impresa.
A cosa serve il patto di famiglia?
È lo strumento previsto dal codice civile italiano per trasferire l’azienda o le quote a uno o più discendenti mettendo d’accordo in anticipo gli altri legittimari, così da evitare che la questione si riapra con la successione. Si stipula davanti al notaio e la sua convenienza si valuta con i vostri legali e commercialisti: noi lavoriamo sul piano che quel patto deve servire.
E se i figli non sono d’accordo tra loro?
È il caso più frequente, e non è un problema da rimandare all’ultimo. Di solito il disaccordo non riguarda il valore ma il ruolo: chi decide, chi lavora in azienda e chi ne vive come socio. Si affronta separando le due cose e prevedendo fin dall’inizio come uno dei rami potrà uscire, a quali condizioni e con quali tempi.
Si può vendere solo una parte dell’azienda?
Sì, ed è una strada spesso sottovalutata. Cedere una quota di minoranza o di maggioranza restando nel capitale permette di monetizzare una parte del lavoro di una vita, portare dentro competenze e capitale e verificare sul campo se il nuovo socio è quello giusto, prima di decidere sul resto. Le condizioni di uscita si scrivono all’ingresso, mai dopo.
Quanto vale l’azienda di famiglia?
Meno di quanto dice l’affetto e più di quanto dice il bilancio, quasi sempre. Il valore si costruisce incrociando più metodi e cambia con il tipo di interlocutore: un gruppo industriale che cerca sinergie e un investitore finanziario non leggono la stessa impresa allo stesso modo. Il metodo è descritto nella pagina sulla valutazione d’azienda.
Continuate da qui
Come si conduce una cessione o un’acquisizione, dalla valutazione al closing.
Quando l’impresa va rimessa in equilibrio prima di affrontare il ricambio.
Il territorio dove il ricambio generazionale è più denso e più urgente.
Una decisione di famiglia
Raccontateci in poche righe la situazione. Vi rispondiamo personalmente, in riservatezza, anche solo per dirvi da dove conviene cominciare.
Contattaci.
Un primo incontro, senza impegno e nella massima discrezione, sull’operazione che state valutando.
oppure
